Lorenzo Mattotti - Sconfini

Villa Manin, Codroipo – fino al 19 marzo 2017. Dopo il successo dell’edizione francese, la mostra “Sconfini” raggiunge l’Italia. Facendo incontrare il finito e l’infinito nella personale di Lorenzo Mattotti.

La mostra, che ripercorre le tappe salienti della carriera dell’eclettico illustratore-pittore italiano Lorenzo Mattotti, nato a Brescia nel 1954 e parigino di adozione, libera al pubblico la potenza evocativa delle immagini, opere che si sviluppano in modo fluido attraverso l’uso di tecniche diverse, passando con agile piglio dal segno marcato della china alla pennellata su tela all’acrilico su quaderni in carta nepalese e ritratti a matita.

Una produzione variegata, che raccoglie gli albi a fumetti, creati a partire dagli Anni Settanta, distribuiti e tradotti in tutto il mondo; illustrazioni di classici della letteratura quali Pinocchio di Collodi, Hansel e Gretel dei fratelli Grimm, Padiglione sulle dune di Robert Louis Stevenson; manifesti commissionati per importanti eventi come il Festival di Cannes; collaborazioni artistiche in ambito musicale e cinematografico, con eccellenze del calibro di Lou Reed, Bob Dylan, Michelangelo Antonioni e Steven Sodebergh; interventi su riviste e quotidiani internazionali, tra cui The New Yorker, Le Monde, Vanity Fair, Süddeutsche Zeitung, La Repubblica.

La mostra, a cura di David Rosenberg con la collaborazione di Giovanna Durì, è organizzata dall’Ente Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, di concerto con la Fondation Hélène & Édouard Leclerc e con la partecipazione della Fondazione CRUP.

L’assenza di un confine è il fil rouge, che lega l’intero corpus di 400 opere proposte lungo le sale di Villa Manin, arricchite nel numero e organizzate seguendo un nuovo assetto espositivo rispetto alla tappa francese, disposte emotivamente, come rivela lo stesso artista, a creare un percorso che affronta diverse sfumature dell’animo umano. Scavando negli inferi delle paure più cupe, per poi riemergere in superficie alla luce di una produzione dichiaratamente più pacata, in cui la bellezza femminile, l’amore e la spiritualità sono elementi centrali.

Sono ben individuabili i riferimenti a maestri dell’Espressionismo come Egon Schiele, nella rappresentazione in bianco e nero di corpi contorti, Edvard Munch, per l’utilizzo dei colori, e Francis Bacon, nella modulazione degli stessi così come delle forme, che si estendono e puliscono nel tratto fino a sfiorare la metafisica di Giorgio de Chirico e l’astrattismo, snodandosi sinuosamente in pennellate emozionali di paesaggi ispirati ai viaggi in Patagonia, in cui emerge un’ispirazione a David Hockney, inquadrature “fotografiche” che potrebbero ricordare scatti di Franco Fontana.

Attraverso il linguaggio visivo del colore e delle forme, l’artista si rivolge a un pubblico di bambini e adulti, senza adattamenti di stile e semplificazione di contenuti, consegnando l’opera alla libera interpretazione personale. Si avverte, lungo tutta la mostra, il percorso straordinariamente appassionato compiuto da Mattotti sia a livello interiore che professionale, alla scoperta di luoghi magici del pensiero e forme tecniche.

La rassegna si chiude con un assaggio di futuro, passando attraverso figure sospese “Alla segreta fonte”, per terminare tra i rossi infuocati di un viaggio a Bali, le sagome in meditazione, gli ornamenti floreali e l’amore, l’energia che suggerisce nuovi scenari attualmente in produzione.


Elena Arzani

(Intervista pubblicata sulla rivista Artribune in data 8.11.2016)

Codroipo // fino al 19 marzo 2017

Lorenzo Mattotti – Sconfini

a cura di David Rosenberg

VILLA MANIN

Piazza Manin 10

0432 821234

asvm@regione.fvg.it

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