Mollino / Insides


Carlo Mollino, Brigitte Schindler, Enoc Perez Edito da Silvana Editoriale

Collana: Collezione Maramotti, 2020 Cartonato con plancia, 20 x 24 cm

Ppg 112, 40 illustrazioni a colori

Italiano ed Inglese

€ 34,00

Collezione Maramotti ha inaugurato lo scorso 3 Ottobre 2020, la prima mostra dedicata all’opera di Carlo Mollino, straordinario artista italiano del ‘900, relativamente noto al grande pubblico. Una serie di fotografie realizzate dallo stesso Mollino e da Brigitte Schindler, unitamente ad opere pittoriche di Enoc Perez, accompagnano il visitatore all’interno di un viaggio, che apre le porte sul mondo misterioso ed affascinante di Museo Casa Mollino, residenza costruita dallo scomparso architetto Torinese, che custodisce un’intricata trama di segreti e suggestioni.

Il catalogo edito da Silvana Editoriale si propone come complemento alla mostra d’arte, che ospita tra le pagine con numerose illustrazioni a colori. La stampa ed il design sono di fine concezione, facendo di questo libro un’opera tout-court. A partire dalla copertina, che imita l’ovale di uno specchio antico, elemento ricorrente della mostra e della dimora torinese, che metaforicamente intrappola lo sguardo, riflette l’immagine del lettore, trasporta all’interno di questo mondo di simboli e riflessioni metaforiche.


L’esperienza tattile dei materiali utilizzati, il lussureggiante nero in similpelle della copertina, il ruvido effetto della carta cotonata, si sintonizzano in modo arguto e brillante sullo stesso filone di suggestioni evocate dal sensuale voyeurismo delle polaroid di Molline e dalle fotografie di Schindler, realizzate in grande formato ed atipicamente stampate su carta di cotone. I contributi di Mario Diacono e del Direttore del Museo Casa Mollino, Fulvio Ferrari, unitamente a dichiarazioni degli artisti Enoc Perez e Brigitte Schindler, arricchiscono le pagine del volume, che si completa con estratti da “Il messaggio dalla camera oscura” di Carlo Mollino, volume di 444 pagine con 323 riproduzioni di 132 autori, pubblicato nel 1949.

Quando Lewis Baltz scriveva: “Nella stanza in cui ora sto scrivendo ogni cosa è concreta”, i fotografi surrealisti, e, così, lo stesso Mollino, costruivano l’immagine con elementi simbolici ed inusuali prospettive, innescando il fenomeno di “veggenza”e creando la porta d’accesso a narrazioni stratificate. Ed è proprio questo elemento a dominare la mostra intera, ossia il bagliore che svela e l’ombra che nasconde, dischiudendo intime emozioni segrete. Mollino definisce la fotografia “un falso documento, più o meno consciamente fabbricato e scelto con fini tendenziosi e personali, truccato ad arte con elisioni, accostamenti, selezioni trasfiguratrici, insomma un documento colto in modo tale che dell’oggettività avrà solo l’apparenza”.

Accade così, che i due opposti caratterizzino le opere di Schindler e Perez, che anticipano la completezza di riflessione formale raggiunta nell’ultima sala della mostra, dove le polaroid scattate da Mollino raffigurano donne, armoniosamente ritratte, che simbolicamente incarnano l’elemento femminile mancante, per raggiungere la piena armonia cosmica. A partire dagli anni ’30 fino al 1973 (anno della morte) Mollino ritrae “corpi femminili” in case torinesi, con l’apparente finalità di “collezionare” la bellezza, glorificarla e catalogarla, per portarla con se, in una ipotetica vita dopo la morte.


Inoltre, gli studiosi hanno riscontrato una corrispondenza tra le modelle e le farfalle, tratte dalle pagine di un libro Hachette, che lui cha incorniciato nel legno ed appeso a formare una variopinta tappezzeria murale all’interno di Villa Avondo in via Napione, attuale Museo Casa Mollino, enfatizzando questa accumulazione di modelli di bellezza. La dimora costruita da Mollino rispecchia il desiderio di edificare un edificio simile, nel significato e concezione, alle piramidi egizie,. La lettura che ne da il Direttore, che la studia da oltre vent’anni, è che fosse non una dimora in cui soggiornare, bensì un luogo in preparazione della vita ultraterrena, perchè tanti degli elementi in essa contenuti sono simboli di morte e rinascita.


Il libro edito da Silvana Editoriale, realizzato dalla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, è l’occasione per compiere un viaggio nel mondo misteriosamente simbolico di questa casa e del suo costruttore, alla ricerca della “spiegazione dell’opera d’arte”, che, suggerisce Fulvio Ferrari nella nota iniziale, “si trova nella silenziosa ostensione”.


Elena Arzani

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