Photography is in the mind!

Franco Fontana's colored abstractions paved the way to a new conceptualized style in photography, that doesn't merely embrace urban landscape, but fashion too.

(Photo courtesy of the artist - P.O.)

[Lingua italiana in fondo]

“The photo shouldn't document the reality, instead it should interpret it. We are all surrounded by the reality, but it is those who make the photo that decide what they want to express. Reality is a bit like a block of marble. You can either carve an ashtray or Michelangelo's Pietà" - Franco Fontana


Firstly, photography. At a technical level, it may be about the instantaneous translation of a three-dimensional scene into a two-dimensional image according to the reflected luminance levels of the objects in the scene. But that’s a very cold way of looking at things, and a huge number of contributors tried to figure out what it is, that’s missing from an image which limits it from more accurately representing the feeling of actually being there. The conclusion was of course that it probably wasn’t technical; there’s of course a good portion that’s limited by the display medium; and an equally good portion that’s just a fundamental restriction of the medium itself.


Abstraction is almost common-consciousness, so what is the message?

that photography is fundamentally a relationship between the photographer and the viewer. Nothing more, nothing less. At its core, a successful image is about communication: it must tell the viewer the photographers’ intended story, through an entirely and solely visual means of communication.


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[ITALIAN LANGUAGE]


Le astrazioni colorate di Franco Fontana hanno spianato la strada ad un nuovo stile concettuale della fotografia, che non abbraccia semplicemente il paesaggio urbano, ma anche la moda.


“La foto non deve documentare la realtà, ma interpretarla. La realtà ce l’abbiamo tutti intorno, ma è chi fa la foto che decide cosa vuole esprimere. La realtà è un po’ come un blocco di marmo. Ci puoi tirar fuori un posacenere o la Pietà di Michelangelo.” – Franco Fontana


Innanzitutto, la fotografia. A livello tecnico, potrebbe trattarsi della traduzione istantanea di una scena tridimensionale in un'immagine bidimensionale in base ai livelli di luminanza riflessa degli oggetti nella scena. Ma questo è un modo molto freddo di guardare le cose, e un numero enorme di collaboratori ha cercato di capire di cosa si tratta, che manca a un'immagine che le impedisce di rappresentare più accuratamente la sensazione di essere realmente lì. La conclusione fu ovviamente che probabilmente non era tecnico; c'è ovviamente una buona porzione che è limitata dal mezzo di visualizzazione; e una porzione altrettanto buona che è solo una restrizione fondamentale del mezzo stesso.

L'astrazione è cosciente e comune del tutto intenzionale. Qual è il messaggio?

Che la fotografia è fondamentalmente una relazione tra il fotografo e lo spettatore. Niente di più, niente di meno. Alla base, un'immagine di successo riguarda la comunicazione: deve raccontare allo spettatore la storia voluta dai fotografi, attraverso un mezzo di comunicazione interamente ed esclusivamente visivo.




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