ROBOT. The Human Project


ROBOT. The Human Project

a cura di Alberto Mazzoni, Antonio Marazzi e Lavinia Galli

Edito da 24 ORE Cultura

Formato: 21 x 26 cm, brossura con sopraccoperta

Pp 208, 100 illustrazioni

Prezzo: € 32,00

Nel ricco palinsesto di mostre previste per il 2020, si inserisce una proposta di interessante attualità: Robot the human project. Il MUDEC, Museo delle Culture di Milano, raccoglie le suggestioni evocate da decenni di sperimentazione e studio sulla robotica, ricerche tecnologiche che ispirano ed hanno ispirato il filone dell’arte e del cinema di fantascienza.

A causa delle restrizioni dovute al Covid-19, la mostra inizialmente prevista per i primi mesi dell’anno, è stata posticipata, pertanto è stata preceduta dalla pubblicazione del catalogo, che offre l’affascinante opportunità di un viaggio di scoperta all’interno dell’innovazione scientifica e della robotica, seguendo le stesse tappe espositive previste dai curatori del progetto museale.

Se l’argomento trattato può suonare vagamente alieno, sfogliando le pagine ci sarà ampiamente modo di ricredersi, sorprendendosi della numerosa quantità di fumetti, saghe, illustrazioni d’arte e prodotti di design in commercio da diversi anni, che sottilmente si sono già fatti largo nel nostro quotidiano. L’ampia sezione Pop Culture, curata dal collezionista Fabrizio Modina, presenta una vasta raccolta, che dimostra come le ricerche e le invenzioni sorprendenti nella robotica hanno infatti da sempre stimolato la fantasia umana. Tra queste, celebri personaggi come Asimov a Wall-E, Frankenstein, Jeeg Robot, i film “Metropolis” e “Ex Machina”, i numerosi fumetti manga e maquette dei super eroi conosciuti e amati da tutti, perché parte della nostra cultura di massa.

Il volume, splendidamente impaginato, si divide in due macro aree, la prima presenta i saggi curati dal fisico e bioingegnere, Alberto Mazzoni, responsabile scientifico del Laboratorio di Neuroingegneria computazionale dell’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. A questi si aggiungono i testi di Antonio Marazzi, direttore del corso di perfezionamento in Antropologia culturale e sociale presso l’Università di Padova e Lavinia Galli, storica dell’arte e conservatrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano.

La seconda parte del catalogo, edito da 24 ORE Cultura, si sviluppa seguendo lo stesso filo conduttore della mostra presso il MUDEC, curata da Mazzoni, Marazzi e Galli, e racconta in modo affascinante la storia dell’essere umano, le sue scoperte meccaniche e tecnologiche, che nel corso dei secoli lo hanno portato ad instaurare un affascinante rapporto con il suo alter ego artificiale, il robot, in un percorso tra passato, presente e futuro che, partendo dall’antica Grecia, ci accompagna attraverso i secoli fino alle frontiere più contemporanee della robotica, invitando il pubblico a riflettere su importanti questioni aperte, dalla biorobotica alla roboetica, al pensiero artificiale. A queste tematiche si accompagnano i dibattiti di natura etica e filosofica, abbracciati e superati dall’avanzamento in campo medico, a favore delle disabilità fisiche, che hanno permesso a schiere di persone un miglioramento della qualità di vita, fino ai traguardi di carattere paraolimpico. Infine, il catalogo espone una riflessione su temi di controversa attualità, l’uso della robotica in ambito militare, ad esempio, dove gli aspetti tecnologici si intrecciano con quelli bioetici; l’intelligenza artificiale (AI), che oggigiorno si estende in svariati ambiti e la realtà del cyborg, l’umano con innesti artificiali. Approfondendo ulteriormente la struttura del catalogo e, pertanto, della mostra stessa, si incontrano sei sezioni: Automi antichi, Il cervello meccanico, Bionica, I Robot tra di noi, Società automatica e Intelligenza artificiale.

L’ellenismo è nuovamente culla della cultura, l’excursus storico parte proprio dalla Grecia classica, passando in rassegna le macchine astronomiche e scenografiche del mondo arabo, approdando alle invenzioni di Leonardo da Vinci, tutto ampiamente documentato da immagini di bozzetti, fotografie di oggetti del passato. Accedendo alle Wunderkammer barocche, si incontra l’opera simbolo del Museo delle Culture: il Demone-Automa dell’erudito milanese Manfredo Settala. Proseguendo attraverso le scoperte nei secoli, gli automi settecenteschi e l’orologeria svizzera del secolo XIX, anticipano il contemporaneo scenario della robotica contemporanea con i suoi vari applicativi, da quello medico a quello relazionale, regno dei “robot di compagnia”, a quello lavorativo.

Elena Arzani

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