Tempo ventriloquo

di Adelio Fusé


Book Editore Poesia


pp. 90 

€ 14

“Una piuma in caduta sulla neve risuona e assorda” 

Tempo ventriloquo di Adelio Fusé (Gorla Maggiore, 1958) ha tutto il sapore dei libri di poesie dallo spessore culturale, che trascendendo la storia, si propone al lettore come un classico elegante ed atemporale.


La copertina in carta vergata, le pagine avorio stampate con precisione classica, donano al progetto un tocco di raffinatezza, che suscita l’immediato desiderio di custodire questo piccolo gioiellino nella propria libreria di casa.


Dopo il romanzo L'astrazione non è la mia passione principale (Manni, 2018), Adelio Fusé torna, con Tempo ventriloquo, un libro di poesie, all'idea del viaggio, dell'andare altrove. Le poesie raccolte sono legate l'una all’altra, corte strofe e brevi versi cadenzano una piacevole musicalità del testo, che fugge veloce, scorrendo rapido attraverso le circa 80 pagine, che analizzano il Tempo, nei duplici aspetti di ciò che gli antichi Greci identificavano come Kairós e krónos, una concezione lineare e quantificabile del tempo, opposta all’eterno ed universale.

“di un sogno avariato la verità  segna la foce” Platone ed Aristofane citano nei loro scritti Euricle di Atene, rinomato ventriloquo, che fondò una scuola per tramandare la sua arte. La ventriloquia un tempo era associata a pratiche religiose e divinatorie, contrariamente all'oggi in cui si assiste all'utilizzo di quest'arte unicamente all'interno dello spettacolo. L'arte del ventriloquo è da sempre una practica illusoria, dall'ingannevole carattere, che implica un'effimera immobilità facciale della persona. Un Tempo ventriloquo è pertanto un soggetto sfuggente, dalla voce riflessa forse profetica o truffaldina, in cui verità e retorica si intrecciano fino a confodersi l'uno nell'altra. L’incipit di ogni composizione, è caratterizzato da un aforisma, che innesca un dialogo con il contenuto poetico, quasi a proporsi come antagonista o controcanto della storia narrata. Quindi il tempo si muove in tutte le sue direzioni, solcando paesaggi di luoghi distanti ed opposti, permeandosi di sensazioni e caratteristiche di umana fattezza, fino a farsi assorbire del tutto dal personaggio chiave del libro, Mr Timekeeper. Dall’inglese, colui che tiene il tempo, come l’ingranaggio meccanico di un’orologio, che scandisce i secondi, senza assaporarne l’essenza vitale.  “l’amico confidente stura le orecchie all’anima e null’altro da dire o fare” L'anima ascolta, mentre il tempo sembra annientarsi in una statica pausa riflessiva, un momento in cui il poeta entra in dialogo con il proprio Doppio, narrando eventi in cui il ricordo si mescola alla fantasia. Il Tempo è un ventriloquo, quel "dire" o "fare" assomigliano a consonanti non pronunciate nell'arte beffarda dell'illusione, pertanto il poeta lo rimprovera. "Il tempo  si ascolta da musico mistico con orecchio interno" All’ultima poesia il compito di tracciare la sintesi di una riflessione armonica, che può innescare una seconda immediata lettura dei testi, alla ricerca del senso perduto del tempo.  "Siamo parlati dal Tempo, il Tempo è il nostro ventriloquo" Elena Arzani

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